“Mia sete” di Christian Palladino
Conosciamo meglio l’autore.
Christian Palladino nasce a Pescia, in provincia di Pistoia. Durante il liceo classico e la Marina Militare scrive e interpreta alcune canzoni inedite approdate su reti Mediaset e Rai: Mia signora con la partecipazione in video del deputato Stefania Pezzopane, Un’estate fantastica, presentata in anteprima dalla trasmissione Pomeriggio 5, Madrepadre trasmessa al TG3 Liguria. In giugno 2020 pubblica Quarantena diVersi, scrigno antologico a più mani che custodisce pensieri e parole dal lockdown.
Questo libro ha dentro un percorso intenso . Sono liriche, eppure collegate tra di loro.
Un arcipelago di sentimenti e sentire, permeati da musicalità e ritmo.
“Mia sete” è titolo e insieme traccia distintiva di tutta la raccolta di questi versi per musica. Il cantautore Christian Palladino dipinge un orizzonte di immagini su quella sete d’amore, di giustizia, di domande, di riflessioni, di cui gli uomini e le donne sono spesso arsi.
Anzi, a proposito, complimenti anche per il titolo. Come hai scelto questo titolo?
Grazie per i complimenti!!
“Mia Sete” nasce dal voler rendere l’ idea di necessità.
Bere rientra tra le attività fisiologiche e come tale appartiene alla sfera della obbligatorietà per vivere.
Senza acqua si muore. Ecco, metaforicamente la poesia, ma direi l’ amore in genere, rientra tra le mie priorità. SETE anteposto dall’aggettivo possessivo MIA, inteso come morbosa appartenenza.

Parliamo un po’ di questo libro, di questo progetto, è molto forte la connessione musicale. Ci vuoi parlare dei tuoi studi e delle tue passioni e soprattutto come è nato questo progetto?
Scrivo canzoni e poesie da quando avevo circa 12 anni, tuttavia Mia Sete è una raccolta di componimenti piuttosto recenti e contestualizzati. Avevo il desiderio di racchiuderli in un unico libro e “marchiarli” in un tempo ben definito riconducibile agli anni 2019-2020-2021 2022.
La connessione tra musica e poesia è forte perché per me sono due elementi molto simili.
Due espressioni diverse nella forma ma non nel contenuto.
Entrambi generano emozioni, rievocano ricordi, punzecchiano i sentimenti.
Come dicevo la genesi di Mia sete è da ricondurre al sentiment del 2019, un anno caratterizzato dall’ avvento del Covid-19.
Alcune poesie infatti raccontano proprio di quel momento e la speranza di uscita.

In concerto hai mai recitato poesie?
Ci ho pensato spesso e credo possa addivenire nei prossimi appuntamenti.
Di fatto la musica da sottofondo alle poesie è realizzata da me pertanto potrei traslarla su un palco con voce narrante (RIDO).

E adesso? Progetti in cantiere? Idee? Su cosa stai lavorando?
Per il momento vorrei concentrarmi sulla promozione di “MIA SETE”.
L’ obiettivo, assieme alla casa editrice, è quello di organizzare una serie di presentazioni sul territorio Nazionale al fine di incontrare animi amanti di Bellezza.
Contestualmente ho iniziato a scrivere un romanzo e spero che veda presto la sua luce.

Ultima domanda, facciamo un gioco. Pensa di essere un autore del passato. Quale autore vorresti essere? Qual è il libro che ti ha emozionato e colpito di più? E a questo punto quale il brano musicale più importante per te?
Non è un autore passato da tanto ma piuttosto recente. Mi piacerebbe essere Charles Bukowski, gli riconosco l’ assenza di dogmi, uomo libero di essere e di scrivere senza alcun limite o tabù.
Ha raccontato la vita in modo realista e dissacrante. Scritto centinaia di poesie e 6 romanzi.
Amo la sua prima opera “Post Office”.
Il romanzo è stato pubblicato nel 1971 ed è quello che lo ha reso famoso. Di fatto lui ha tratteggiato un personaggio complesso che in parte ricalca la propria personalità, inserendolo in un mondo familiare come quello delle United States Postal Service, avendoci lavorato per più di dieci anni.

Il brano musicale più importante mi riconduce al periodo adolescenziale.
Ci sono legato più che altro per il contestualizzato ed il momento.
Ero nella mia camera a suonare la tastiere e per la prima volta ho cantato sulle note di “E TU”di Claudio Baglioni.
Mia mamma stava stirando nella camera di fianco, sentendomi è entrata ed ha iniziato a cantare con me.
Proprio qualche giorno fa, in occasione della promessa di matrimonio di mio fratello, ho voluto ricordare questo episodio cantando il brano agli amici/ospiti presenti.
Approfitto di questa intervista per reiterare il mio augurio a questi giovani sposi.
Lo so è un po’ atipico ma in fondo amare ha regole???
Gianmarco e Filomena vi auguro di continuare a guardarvi sempre con gli stessi occhi di ora.
Lo sguardo racchiude tutto ciò che serve per realizzare il vero amore.

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