L’Europa come modello di crescita, innovazione e sostenibilità di Stefano Bellagarda

Conosciamo meglio l’autore.
Stefano Bellagarda ha 35 anni e vive a Torino. Sposato, una bimba, tre lauree  (Economia, Finanza e Scienze politiche e  internazionali profilo studi europei) due master e un dottorato. Ha scritto due libri. Lavora in Cnh Industrial  nella tesoreria.

Questo lavoro è unico e straordinario: l’Europa non come agenzia burocratica, ma come modello di sviluppo positivo e integrato per una crescita economica e sociale forte.

Infatti. La mia idea era di creare un modello nato sull’idea di un’Europa che può essere un motore per la crescita ed impattare positivamente sull’individuo e sulla comunità intesa come gruppo di individui e un esempio per il mondo intero. In questo libro analizzo alcuni punti che ritengo personalmente fondamentali perché l’Europa funzioni veramente bene. Inoltre, descrivo come essa dovrebbe trasformarsi al fine di garantire un equilibrio di pace e prosperità non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto sociale. Al suo interno si descrive come avvicinare i cittadini all’Unione Europea, come rafforzare i rapporti tra i vari organi che compongono l’assetto europeo, l’ONU e altre organizzazioni e i rapporti tra l’Europa e gli altri Stati del Mondo.

 

Parliamo un po’ di questo libro. Ci vuoi parlare  dei tuoi studi, delle tue passioni e soprattutto come è nato questo progetto?

Questo progetto è nato dalla passione per l’Europa, dallo studio della sua economia, finanza, politica e dai rapporti sociali che sono legati all’interno e all’esterno del continente. Unendo i miei studi alla passione per l’Europa, con tre lauree di cui una in Scienze internazionali profilo studi europei, un diploma come analista in geopolitica e relazioni internazionali, due master e un dottorato in Relazioni internazionali ed Istituzioni europee sono riuscito a mettere insieme il materiale necessario per costruire, a parer mio, un’opera interessante.

Immagino ci sia una folta bibliografia. Quali sono stati i testi più importanti.

I testi più importanti sono stati le fonti bibliografiche e sitografiche relative alla Commissione, al Parlamento Europeo, alla BCE, al Consiglio nonché un’attenta analisi di report relativi a molti siti come Affari Internazionali, ISPI, ecc…e molti libri scritti da personaggi illustri che spiegano il funzionamento dell’Unione Europea e dei suoi organi.

E adesso? Progetti in cantiere? Idee?  Su cosa stai lavorando?

Adesso sono molto impegnato con la mia bimba piccola appena nata di nome Lara Maria. È lei che mi dà la carica a scrivere cose nuove e realizzare progetti nuovi. È la mia principale fonte di ispirazione per tutto ciò che esce dal cuore e dall’anima. Con la sua purezza e il suo sguardo capisco e imparo molte cose, forse molto di più che di quello che trovo sui libri che parlano di Europa.

Auguri per la piccola! Ultima domanda, facciamo un gioco. Pensa di essere un autore del passato. Quale autore  vorresti essere? Qual è il libro che ti ha emozionato e colpito di più?

Io adoro e ho tutta la serie dei libri di Antonio Manzini che parlano delle avventure del vice questore Rocco Schiavone. Vorrei essere come lui quando scrive con la sua ironia con cui descrive il personaggio e a volte parlando di quella che è la realtà di oggi. Inoltre un romanzo che mi è piaciuto molto è Alexandros di Valerio Massimo Manfredi. Mi è piaciuto molto il suo modo di descrivere la vita di Alessandro Magno, il suo coraggio, la sua forza e la sua tenacia a sfidare la sorte e conquistare con la forza territori fino ad allora inesplorati. Un po’ come l’Europa che adesso si sta di nuovo allargando. Uscita la Gran Bretagna, si apprestano altri paesi ad entrare. Quello che descrivo nel mio libro è che importante unirci e restare uniti in pace anche nella diversità ma le persone devono stare bene e in questo momento non è così anche con la guerra in atto. Per cambiare ci vuole coraggio, testa, cuore ma soprattutto speranza che le cose cambino e per cambiare ci vuole l’impegno di tutti.

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